SCOPRIAMO COSA DICE LA CRITICA DELLO SPETTACOLO L’INFERNO E LA FANCIULLA

 L’INFERNO E LA FANCIULLA della PICCOLA COMPAGNIA DAMMACCO domenica 6 marzo alle ore 18.00 sarà ospite al Teatro Rosaspina di Montescudo.

ESTRATTI DELLA RASSEGNA STAMPA

Bilancio di Primavera (dei Teatri) / Maria Grazia Gregori / delteatro.it

[…] E, last but not least, una sorpresa, almeno per me, è stato sicuramente L’inferno e la fanciulla, regia di Mariano Dammacco, che ha per protagonista (ma anche come coautrice) la ballonzolante, bravissima Serena Balivo, all’inizio bambina stupefatta davanti a tutto, in ansia per la sua “entrata in società”: il suo primo giorno di scuola. Una bambina che parla in falsetto, che sembra aver paura di tutto, che va incontro al mondo con un po’ di tremore ma che ne riceverà un’educazione che le farà conoscere l’autorità, la voglia di ribellarsi, l’ansia di trovare qualcosa che l’attragga. Malgrado l’andatura a balzelloni, che la fa apparire come una preda facile per tutto e tutti, la ragazzina non è certo un personaggio felliniano, né alla Charlot, ma assomiglia, piuttosto, alla terribile, ribelle Mafalda di Quino. Che nel suo viaggio per il mondo dei grandi scopre di potere essere cattiva, di potere offendere e difendersi, costi quel che costi. Una ragazzaccia pronta a ribellarsi… e allora addio falsetto!

Primavera dei Teatri 2015 / Leonardo Mello / veneziamusicaedintorni.it

[…] Enigmatico e affascinante è poi anche il nuovissimo L’inferno e la fanciulla, ideazione e drammaturgia di Mariano Dammacco a partire da uno studio condotto dall’interprete Serena Balivo, che nel 2011 le valse la vittoria al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro. In scena l’attrice dà vita a un personaggio infantile, o che forse cerca disperatamente di persistere in una dimensione fanciullesca, messa alla prova dalle disillusioni incontrate nel cammino, impaurita e rabbiosa di fronte al mondo che la circonda, insofferente al potere e ai dettami dell’età adulta. Un percorso – come dice lo stesso Dammacco – «che svelerà che il vero e proprio inferno sulla terra della protagonista, o forse di molti di noi, sta nel rischio di restare per sempre nella condizione di figli, imprigionati in una proiezione mentale di se stessi adulti senza che questa si concretizzi mai in realtà. Una sorta di manifesto delle ultime generazioni fino ad affermare che l’inferno è la fanciulla». La Balivo è bravissima nel porgere una lingua ibrida, ammantata di motteggi, contornata di anglismi, dialettismi e neologismi, racchiusa in una dimensione quasi da regressione autistica, enfatizzata anche dai movimenti rallentati e insicuri. E solo in qualche momento la parlata assume connotati «normali», per sprofondare di nuovo in questo slang teatralmente efficacissimo. […]

Tutti gli inferni di una donna / Francesca Saturnino / napolimonitor.it

[…] Serena Balivo (ventinovenne milanese) entra ed esce continuamente dal suo corpo di donna/bambina, modula sorprendentemente la voce, con gli occhi vivi e penetranti passa da una variante d’inferno all’altra. Cinquanta minuti densi e tirati, in cui, inoltre, si ride molto e molto amaramente. Sul sottotesto straniante della fiaba (cui contribuisce un’indovinata selezione di musiche strumentali) ci viene narrata senza filtri la condizione di un’intera generazione, cui anche i componenti di questa giovane compagnia teatrale fanno parte. Con una leggerezza intelligente e una semplicità ammirevole (sia drammaturgica, che di allestimento), questo lavoro ci riporta a una delle funzioni primarie del fare teatro: l’urgenza, la necessità di raccontare e problematizzare la realtà che ci circonda, giocandoci, anche, solo come sopra a un palcoscenico può succedere.

L’inferno e la fanciulla / Damiano Pignedoli / dramma.it

[…] unitamente al riso ci si ritrova coinvolti e presi altresì da un sorprendente afflato di commozione rischiarante allorché, dalla talentuosa protagonista, balenano accensioni rivolte a incredibili (e incalcolabili) Altezze a cui si chiede la possibilità di ascendere per sacrosanto diritto naturale: in quanto si è certamente Creature della Terra, ma altrettanto dell’avvolgente e aerea Infinità. […] Emozionante prova drammaturgico-scenica di tenore clamorosamente politico […]

L’inferno e la fanciulla / Ester Formato / teatrionline

[…] Serena Balivo è l’interprete di questa allegorica condizione di chi non è più fanciullo e non riesce a diventare grande, ed è anche co-autrice del monologo insieme al regista Mariano Dammacco. Colpisce la sua capacità di controllare ogni minimo gesto, di convertire la sua presenza adulta in un distorto utilizzo del corpo e della voce; in ciò però non c’è nulla di meccanico, ma riesce invece a definire nello spazio vuoto una gestualità curata nei piccoli particolari di cui è abilmente padrona, coadiuvata da un’argutissima alternanza di spirito e di grottesco. […] Nella distorsione fisica e vocale del personaggio di Serena Balivo e Mariano Dammacco rinveniamo parti di ciascuno di noi, del nostro senso di inadeguatezza – questo, il male assoluto dei nostri tempi – rispetto al voler pienamente vivere la condizione di adulti. Un tema senz’altro profondo, paradigma comune a tanti che con questo spettacolo vediamo declinarsi in maniera originale scevro di ogni banale retorica, veicolato attraverso una compresenza di registri stilistici ed un approccio estraniante riguardo alla drammaturgia, congiunti ad un lavoro attoriale, davvero interessanti.

 

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