OLTREMISURA026
DALL’ 11 GENNAIO AL 26 APRILE 2026
TEATRO F. ROSASPINA _ MONTESCUDO (RN)
AVREI PREFERENZA DI NO
Come è difficile in questi tempi così veloci, pregni di informazioni e notizie, sempre
nuove e diverse, riuscire a sostare anche solo per un breve momento nell’attenzione
delle singole storie, delle narrazioni, quest’ultima, parola più che usata oggi in
qualsiasi scritto, articolo di giornale, discussione politica o dissertazione sociologica,
che appaia sulla carta e nel mondo digitale. Siamo costantemente sommersi e
travolti da un torrente impetuoso di fonemi, locuzioni, vocaboli, discorsi,
espressioni, talmente vasto e ridondante, che ribolle senza sosta e che schiva infine
il senso del suo esistere stesso, dal momento che nulla che vi si legge ha la
possibilità nel vacuo spazio temporale in cui è inserito, di poter produrre riflessione
e dunque anche la possibilità che riesca a tradursi in memoria. “Avrei preferenza di
no”, diceva laconico -Bartleby lo scrivano- il personaggio protagonista dell’omonimo
racconto di Herman Melville, “una figura pallidamente linda, penosamente
decorosa, irrimediabilmente squallida”, che esegue diligentemente il suo lavoro,
rifiutandosi di adempiere ad altri compiti che non siano quelli di sua stretta
competenza. Ecco, ciò che vorremmo mantenere quassù, issati a diversi chilometri
di distanza dal mare, in un borgo che è ancora capace di creare e condividere, stabili
e forti, le relazioni tra gli abitanti che ci vivono, è la possibilità di trattenere nella
memoria, la poesia; l’irriverenza politica; il laboratorio permanente delle arti; la
tradizione del dialetto; la riflessione sulle coincidenza che la vita ci presenta
sottoforma di incontri e di sorprese; il racconto di un teatro che è anche civile; il
viaggio nel tempo attraverso il suono, “un flusso di attimi che si sovrappongono, si
fanno sentire per un istante prima di scomparire”; e infine, la dimensione rurale
dell’uomo a stretto contatto con la natura e la meraviglia che da questo vi si genera.
Come sempre, vi aspettiamo.
“Siamo zingari, siamo vagabondi, siamo diversi dal resto delle persone che abitano
ad Albisola, provincia di Savona. Abbiamo un modo di parlare diverso dagli altri, i
miei si vestono in modi bizzarri e hanno un accento da beduini che nessuno li
capisce quando discutono.” Rossana Campo
