DOMENICA 15 febbraio 2026 ore 18

di Michele Zizzari

Esperando è un’opera in tre atti, ironica, comica e anche poetica, su un’umanità che s’affanna a trovare un senso all’esistenza, spesso trascorsa in una inconcludente attesa, tra annose questioni irrisolte. I personaggi – pur confrontandosi in una serie di dialoghi assurdi e di azioni simboliche e paradossali (secondo lo stile tipico del Teatro dell’Assurdo) – affrontano con più immediatezza i temi serissimi su cui l’umanità si interroga da sempre. Lo fanno con scanzonata e talora amara ironia.
In Esperando i protagonisti sono degli squinternati e buffi straccioni, interpretati da attori sempre diversi, in modo da moltiplicare i punti di vista del popolo dei disgraziati della Terra.
Ognuno di loro rappresenta diversi aspetti dell’umanità, anche fisici.
Chi lo stomaco e la necessità dei bisogni primari, e quindi l’opportunismo di chi pensa per sé. Chi le gambe e il desiderio di partire e di cambiare.
Chi il cuore, la sfera degli affetti, la parte femminile del mondo.
Queste diverse urgenze (biologiche e materiali, psicologiche e affettive, sociali e ideali) vivono in un perenne conflitto pur cercando una sintesi disperata, ora facendo prevalere l’una ora l’altra, ma naturalmente su tutto questo incombono il potere, la realtà, le difficoltà e le dinamiche culturali e psicologiche legate alla loro condizione.
Ma su tutto emerge il messaggio che forse, piuttosto che sopravvivere sperando e aspettando sarebbe meglio per tutti cercare di vivere da subito nel modo migliore possibile.